GRANDE VENEZIA
Terre e genti, fino a Istanbul e Alessandria
dal 30 settembre al 24 ottobre 2010
Roma, Palazzo delle Esposizioni, Spazio Fontana, via Milano 13
Inaugurazione mostra : giovedì 30 settembre 2010, ore 18.00
Con il sostegno della Regione Veneto e in collaborazione con l’agenzia fotografica LUZ
Festival Viaggio 2010 - Repubblica
Venezia-Istanbul viaggio verso Levante - National Geographic
Grande Venezia. Terre e genti, fino a Istanbul e Alessandria è la mostra iconografica a cura di Simone Bozzato, geografo, e Antonio Politano, fotografo e giornalista, che sarà allestita nello Spazio Fontana di Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 30 settembre al 24 ottobre 2010, nell’ambito della terza edizione del Festival della Letteratura di Viaggio, rassegna dedicata alle diverse forme di narrazione del viaggio (dalla letteratura propriamente detta al cinema, dalla fotografia alla musica, dal teatro al fumetto) e che quest’anno sarà dedicata in particolare al tema “Verso Oriente, il Levante”.
Nell’allestimento, ideato da Antonio Politano, convivono carte di ieri e foto di oggi. Carte geografiche, libri e atlanti (provenienti dalle raccolte conservate nella Biblioteca della Società Geografica Italiana), accanto a fotografie contemporanee (scelte in collaborazione con l’agenzia fotografica Luz), riguardanti l’area di influenza della Serenissima di un tempo: Paesi che si affacciano sul Mediterraneo fino a Istanbul, Alessandria e oltre.
60 fotografie di autori vari che mostrano questi luoghi (e le persone che li abitano) oggi, ritratti da diversi punti di vista (dal geografico al sociale), attraverso la molteplicità di sguardi e interpretazioni dei 23 fotografi che contribuiscono alla mostra : Lorenzo Castore, Emanuele Cremaschi, Giovanni Del Brenna, Alessandro Di Gaetano, Andrea Frazzetta, Gianni Galassi, Alessandro Gandolfi, Marco Garofalo, Fabrizio Giraldi, Alberto Giuliani, Alessandro Grassani, Roger Hutchings, Mattia Insolera, Paul Lowe, Romina Marani, Massimo Mastrorillo, Peter Menzel, Andrea Pistolesi, Antonio Politano, Filippo Romano, Didier Ruef, Patrizia Savarese, Lorenzo Tugnoli.
13 carte geografiche (per ripercorrere gli itinerari, le vie di commerci, scambi culturali e viaggi di scoperta) e 11 rari e preziosi libri e atlanti editi tra il XVI e il XIX secolo (al cui interno sono contenute antiche rappresentazioni del mondo e del sapere universale riferite alla conoscenza delle terre allora esplorate). Tra le opere di maggior pregio: il Viaggio da Venetia a Costantinopoli di Giuseppe Rosaccio del 1598 (accanto all’originale vi sarà una riproduzione consultabile dai visitatori); La geografia di Claudio Tolomeo alessandrino del 1561; l’Atlante Veneto di Vincenzo Maria Coronelli del 1690; l’atlante di Gerardus Mercator del 1632; il facsimile del portolano di Albino de Canepa risalente al 1480; l’Epitome du theatre du monde di Abraham Ortelius del 1590. Sarà inoltre realizzato un pannello con cartoline, provenienti dalla collezione del geografo Elio Migliorini conservata presso l’Archivio fotografico della Società Geografica Italiana.
In occasione dell’inaugurazione, giovedì 30 settembre, è in programma alle ore 21.00 nella Sala Auditorium di Palazzo delle Esposizioni un incontro con Predrag Matvejević, studioso e scrittore, Jan Morris, storica e scrittrice gallese, Stefano Malatesta, scrittore e giornalista La Repubblica, Francesco da Mosto, architetto e documentarista, Maria Silvia Codecasa, antropologa.
FestBook, il libro-catalogo del Festival della Letteratura di Viaggio, è pubblicato da Exorma Edizioni.
Carte antiche e foto di oggi. Atlanti del Cinquecento, scatti digitali. Libri dipinti a mano, pergamene, inchiostri, megabyte e pixel.
L’inizio è una fascinazione cartografica, quasi da spazio bianco conradiano: mappe, geografie, rappresentazioni e prospettive insolite, sproporzioni, linguaggi stravaganti, Barbaria e Terrae Incognitae, l’Oceano mare.
L’immaginazione che va a quei tempi. E la curiosità di vedere cosa sono diventati quei luoghi, quelle culture oggi. Ricomporre un quadro, consapevoli di non poter ritrovare grandi tracce, dopo secoli di domini incrociati, ma atmosfere, presenze nel grande mare comune, da qui fino all’inizio dell’Oriente. Lungo l’arco che la Serenissima disegnò nel Mare di mezzo, fino alle coste del Mar Nero e del Maghreb, con fondaci, empori, colonie.
Grande Venezia, l’area di influenza della Serenissima di un tempo. Non solo le piccole isole della laguna dove si rifugiarono i primi abitanti per sfuggire alle invasioni. Non solo il Golfo di Venezia. Non solo l’Adriatico e le cittadine sparse sulla costa istriana, dalmata, montenegrina fino a Corfù, Creta, Cipro. Ma anche il mondo turco, le coste delle terre bibliche, l’inizio delle leggendarie vie dei commerci verso Oriente, la civiltà egizia e il principio dell’Hic Sunt Leones.
Fare una mostra è come fare un quadro, mettere assieme su un tessuto, le pareti in questo caso, i vari elementi e comporli cromaticamente e per significato. Magari accostando diversi linguaggi. Lo scorso anno a dialogare sono stati fotografia e fumetto; quest’anno, la scelta è stata di portar fuori dall’archivio della Società Geografica Italiana materiali preziosi. E disporli all’interno di uno spazio espositivo contemporaneo, come il Palazzo delle Esposizioni, accanto alle immagini di fotografi che, attraverso una molteplicità di sguardi e interpretazioni, hanno restituito una visione articolata di quei luoghi e delle persone che li abitano. Colori, storie, paesaggi. Dalla laguna fin dove finiscono gli ulivi e iniziano le palme.
Antonio Politano, fotografo e giornalista
Dedicare la terza edizione del Festival della Letteratura di Viaggio al tema “Verso Oriente, il Levante” aprendosi ad uno scenario geografico-culturale così variegato e complesso senza cimentarsi con la naturale vocazione di porta ad Oriente che ha rivestito la città di Venezia nei secoli sarebbe stato, senza dubbio, riduttivo. Da qui la scelta di far confluire negli spazi di Palazzo delle Esposizioni materiali rari, editi tra il XVI e il XIX secolo, raccolti e conservati presso la Biblioteca e la Cartoteca della Società Geografica Italiana e di dar loro nuovamente vita attraverso l’incontro con la molteplicità di sguardi proveniente dall’occhio indiscreto della fotografia.
Nasce così la mostra “Grande Venezia. Terre e genti, fino a Istanbul e Alessandria” in cui la cartografia trova nella fotografia un valido alleato, andando a proporre un percorso allestitivo dal quale emergono rappresentazioni di viaggi avventurosi che narrano di terre la cui vocazione naturale, verrebbe da dire geografica, è quella di essere luoghi di incontro con altre culture.
Muove da queste considerazioni l’idea - che in realtà guida l’intero festival - di far dialogare, nel caso della mostra tra loro cartografia e fotografia, ma in senso assoluto geografia e letteratura, attraverso forme diverse della “rappresentazione e del racconto del mondo”. Per far questo l’utilizzo di “strumenti” diversi quali mostre, cinema, teatro, musica, documentari, e discipline come geografia, archeologia, letteratura, filosofia e storia, si piega alla convinta ricerca di lavorare su quegli interstizi fatti di sovrapposizioni artistico-disciplinari che vedono quale protagonista assoluta la narrazione del viaggio.
La “Grande Venezia” viene dunque raccontata attraverso fotografie contemporanee, libri e atlanti al cui interno sono presenti narrazioni di varia natura, dal Viaggio da Venetia a Costantinopoli per mare, e per terra, & insieme quello di Terra Santa... di Giuseppe Rosaccio a La Geografia di Claudio Tolomeo Alessandrino, all’Atlante Veneto di Vincenzo Maria Coronelli, all’Atlas sive Cosmographicae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura… di Gerardus Mercator e ancora la Carta da navigare dell’Albino de Canepa e l’Epitome du theatre du monde di Abraham Ortelius per poi proseguire con una selezione di cartoline del geografo Elio Migliorini, sempre proveniente dalla Società Geografica Italiana.
L’auspicio è di aver contribuito a stimolare la sensibilità e le sensazioni di quanti potranno fruire di questo viaggio nella Serenissima.
Simone Bozzato, geografo

